Flavio Favelli

Le opere di Flavio Favelli trasmettono un dichiarato senso di italianità. Nella sua pratica artistica egli ripropone e svolge le contraddizioni che hanno accompagnato il sorgere dell’arte concettuale (e della pop-art) a livello internazionale, calando queste stesse teorizzazioni all’interno delle forme e degli esiti raggiunti dalla tradizione concettuale italiana. Il risultato sono opere dall’anima ibrida, che rendono difficile la collocazione di questo artista nell’ambito del panorama nazionale e che allo stesso tempo sottolineano la forte carica personalizzante sottesa al linguaggio articolato all’interno di ogni singola opera.

Flavio Favelli nasce a Firenze nel 1967. Vive e lavora a Savigno (Bo).

Flavio Favelli ,China purple , 2010
Flavio Favelli , China purple , 2010

La forza dell’opera di Flavio Favelli sta nella capacità di imporre a un luogo pubblico una dimensione privata, attraverso dettagli che conducono a luoghi familiari della nostra memoria, frammenti che spesso generano una struggente malinconia. Il lavoro dell’artista coinvolge dunque la nostra psiche spingendoci a decifrarne i rimandi simbolici che contiene. Gli spazi creati da Favelli sono luoghi fisici e solidi ma nello stesso tempo sono anche luoghi mentali fatti di citazioni di spazi del nostro passato e dei nostri ricordi. L’artista affronta il suo lavoro come un artigiano che alle sue creazioni aggiunge un ingrediente fondamentale: la memoria. Nelle sue installazioni lo spazio pubblico è tale solo quando è vuoto perché con il passaggio di ogni individuo si riempie delle sue memorie, di ricordi unici che rimangono nello spazio. Favelli crea dunque degli “spazi interiorizzati” in cui resti, scarti e frammenti diventano pezzi di una memoria non solo personale. L’artista ricostruisce interi ambienti totalmente anacronistici, perché hanno completamente perduto la loro funzione originaria e la loro aura. Rimettendone a posto i pezzi, Favelli è in grado di “ristrutturare” un pezzo di passato nel tempo di oggi, ma anche il tempo di ieri nello spazio di oggi. Nel momento in cui l’artista ricostruisce filologicamente un oggetto o un ambiente, gli restituisce anche l’aura, reinserendolo nella realtà non solo come immagine ma anche come struttura funzionale. Il carattere frammentario e autoriflessivo delle installazioni di Favelli è stato spesso accostato all’atteggiamento che assume Marcel Proust nella Recherche, in cui lo scrittore manipola con straordinaria abilità il passato e il ricordo. Come Proust, Favelli maneggia schegge di memoria e vita vissuta, trasformandole in materia viva, connessa con il presente: è come se mi voltassi sempre indietro ha scritto una volta l’artista. Favelli tuttavia non ci offre alcun criterio di lettura per interpretare i suoi ambienti, dal momento che hanno a che fare con la logica privata del sentimento e del ricordo di ognuno. L’artista non restituisce oggetti alla memoria riesumandoli, in una sorta di feticismo o di culto del passato, ma considerandoli all’interno di una “reminiscenza dialettica”: propone al soggetto un luogo in cui ricostruire un suo rapporto con l’arte e con la vita attraverso un gioco di relazioni e ricordi.  Fonte

I mobili-oggetto di Favelli sono contenitori di memoria, detonatori di souvenirs esistenziali o frammenti deificati di microstorie personali. Autentico tassidermista del quotidiano, l’artista trasforma gli spazi espositivi in ambienti narrativi, dove si fondono suggestioni pubbliche e private, manie e perversioni , follia e raziocinio. Specchiere che non riflettono, letti trasformati in tavoli da gioco, lampadari e comodini dalle foggie più strane compongono il museo personale di Favelli, dove ogni oggetto è il reperto di un altrove vicino o lontano, che solo l’arte riesce a far emergere dal territorio profondo e impenetrabile della mente umana. Fonte

Nato a Firenze nel 1967, la sua esperienza artistica ha una partenza più che singolare. Con una laurea in letteratura persiana conseguita presso l’università di Bologna nel 1993 s’intuisce come la formazione filosofica e letteraria siano state grandemente significative all’interno del suo percorso estetico. La ricerca che porta avanti da allora si articola principalmente attraverso sculture, installazioni e collage, e si concentra su un’analisi dei meccanismi simbolici e combinatori della memoria: sulla natura dei ricordi intimi, sulla loro potenza allusiva, sul loro rapporto con la storia pubblica e collettiva. Fonte

Se ne potrà dedurre quella che è probabilmente la verità ultima del puzzle: malgrado le apparenze, non si tratta di un gioco solitario: ogni gesto che compie l’attore del puzzle, il suo autore lo ha compiuto prima di lui; ogni pezzo che prende e riprende, esamina, accarezza, ogni combinazione che prova e prova ancora, ogni suo brancolare, intuire, sperare, tutti i suoi scoramenti, sono già stati decisi, calcolati, studiati dall’altro. (Alessia Colasanti)

Le mie mete sono gli oggetti che trovo. Flavio Favelli verso la Biennale

L’arte pubblica e relazionale oramai la fanno da padrone. Gli oggetti sono immobili, immoti…

Diana Marrone: Scultura, arte funzionale, performance: quale di questi segmenti espressivi ti consente meglio di lavorare sulla memoria e soprattutto sui luoghi sociali che attraversi, prima ancora che sulle geografie?

Flavio Favelli: Debbo riportare tutto ad una questione più personale, più privata. Dici che lavoro sulla memoria, un termine denso e un po’ pesante. Voglio subito chiarire che è la mia memoria personale. Ricostruisco il mio passato perché è un pozzo senza fondo, un universo  diviso in tre: Inferno, Purgatorio e Paradiso con un grande ascensore che va e viene da questi tre piani. Sono su questo ascensore da sempre, prima  perché era il mio presente e ora,  che continuo il mio salire e scendere con le mie immagini, lo tento di fermare con le mie opere.

Non trovo una grande differenza fra queste tre … discipline. A volte ho eseguito un’azione dentro una mia opera che è funzionale al mio desiderio. La funzione in arte per me fa rima solo con desiderio e immagine.

Quante mostre hai fatto nella tua carriera? Siamo a oltre 40 tra musei, gallerie, fiere e biennali, workshop e residenze? A differenza di molti artisti che ho seguito, il tuo è un registro personalissimo: da grandi gallerie ai grandi musei, fino all’insegnamento ed ai luoghi non convenzionalmente deputati all’arte. A spingerti è una passione per il pubblico, arguisco…

In una presentazione della mia opera in un Museo italiano, il suo direttore mi chiese: ma non hai fatto un po’ troppe cose, troppe mostre?

Ho risposto: l’ultima opera è sempre la più bella.

Il pubblico non esiste per la verità, nel senso che è una finta presenza, è un concetto. L’opera o l’idea deve uscire fuori, in un luogo pubblico anche se non c’è nessun spettatore. Produco molto perché ho molte visioni. Una volta feci una conferenza e uno studente mi chiese perché nelle foto di mie opere ambientali che mostravo non c’era mai il pubblico, delle persone. Risposi che era un’ottima osservazione e che nemmeno io me ne ero reso conto. Alla fine la mia arte è ideale, anche quando ho fatto la sala per i funerali laici al Cimitero Monumentale di Bologna è una sala ideale, la sua funzionalità è solo una scusa. Un po’ come la tomba dei Faraoni dell’Antico Egitto, le cose presenti, dal carro di battaglia, al letto, agli oggetti privati in realtà non servivano a nulla, era una questione rituale, simbolica, ideale.

Invitato alla Biennale di Venezia anche in passato, hai avuto l’occasione di esporre in tanti altri importanti contesti. Come lavorerai per questo nuovo invito alla Biennale di Venezia, dove peraltro esporrai anche a Cà Rezzonico in una suggestiva collettiva di arte in spazi dell’arredo? Che sponsor adoreresti avere per la tua opera in Biennale?

Per Venezia sarà un’opera con dei forti riferimenti nazionali, ma forse anche un fantasma. D’altra parte credo di essere stato invitato proprio per questo, il curatore ha messo a fuoco vari temi fra cui la questione autobiografia e immaginario collettivo.

Sarebbe interessante avere EL AL come sponsor, la linea aerea di Israele. Israele è un paese infinito e con delle questioni difficili. E’ la sabbia che consuma gli ingranaggi dell’Occidente e dell’Oriente, è la terra delle proiezioni e nevrosi del nostro tempo. La linea aerea di un paese è parte della sua speranza e della sua idea. E poi amo i loghi delle linee aeree, soprattutto quelli immutati nel tempo.

Vieni da anni fecondi e di sovente hai attraversato linguaggi che di solito altri artisti non sfiorano neanche, nutrendoti di quello che ha avuto da offrire la Bologna di venti anni fa, dal Link al teatro. Ci descrivi cosa fai oggi per nutrire la tua curiosità onnivora rispetto a ieri, prediligendo la vita in un piccolo centro sugli Appennini? Quali le tue mete fuori dal tuo studio?

Da tredici anni abito sull’Appennino, e posso dire che la città non mi manca.

Quando mi sono avvicinato all’arte ho scoperto la ritmicità e l’abitudine del lavoro che amo più di ogni altra cosa. Non vedo la TV e non vado al cinema da una decina di anni, lavoro e basta. Lavorare vuole dire oltre a fare manualmente le opere, leggere, scrivere e disegnare. Sto scrivendo molto, un giorno mi piacerebbe pubblicare qualcosa sul rapporto fra la mia arte e quella degli altri.

Non ho mete particolari, in estate viaggio alla ricerca di cose, oggetti. In questi anni ho preso molte cose. Ricordo con nitidezza una ceramica a Caltagirone, delle lattine di birra Crystal a l’Havana e dei gettoni per le barriere dell’entrata della metro di Nuova Delhi. Alla fine posso dire che le mie mete sono gli oggetti che trovo.

Ultimamente c’è una grande cospirazione della critica d’arte contro gli oggetti. L’arte pubblica e relazionale oramai la fanno da padrone. Gli oggetti rimangono lì, immobili, imperscrutabili, impassibili, come dice Mario Trevi, permangono, si tramandano.

La tua arte si presta molto ad installazioni site specific e, sono convinta, anche ad una certa affezione, per non dire morbosità, di collezionisti, perché sfidi la natura stessa del possedere dato che la tua creatività rielabora e shakera come un mix house, quindi frantuma gli oggetti e li fa diventare altro.

Cosa cercano di più da te e su cosa punterai nell’immediato futuro, in particolare per i prossimi appuntamenti veneziani, per ripresentare il tuo linguaggio? Che spazio, in particolare, darai al colore prima ancora che alla forma?

Oggi è difficile trovare un collezionista libero e come dici morboso. In cima ci sono sempre i conti, l’affare. Il vero morbo è l’occhio al portafoglio. Beh, devo dire che la serie Archivio (la cornice in pastiglia col mosaico di vetro nero) è fortunata e anche i collage di francobolli e carte di cioccolatini.

Tranne poche eccezioni nessuno chiede nulla sul significato dell’opera e sul perché. E’ tutto superficiale, è tutto una scommessa. Più che il colore e la forma direi che mi affido all’unica area che ha senso per me: la psiche.

…ho spesso osservato che il contenuto delle opere d’arte esercita su di me un’attrazione più forte che non le loro qualità formali e tecniche…(S. Freud , Il Mosè di Michelangelo, 1914). Beh, anche a me capita così.

Flavio Favelli, in residenza nel mese di Luglio presso la Scuola Civica d’Arte Contemporanea , ha realizzato un grande murale al Mercato Civico di Iglesias.

Flavio Favelli
“Palmira” – Fatto come piace a noi italiani
wall painting 2,20 x 24 m
Mercato Civico Iglesias (CI)

Era dal 1950 che un artista di fama non realizzava un’opera nella città di Iglesias. All’epoca, Aligi Sassu, (milanese di nascita ma di origini sarde), dipingeva un murale sul tema della miniera (in passato Iglesias è stata uno dei maggiori centri a livello europeo per l’estrazione dei minerali). Un lavoro importante ma in netto ritardo sulle vicende che in quegli anni si riconoscevano nell’Arte Informale.

Oggi è la volta di Flavio Favelli (Firenze, 1967), che da diverso tempo porta avanti una ricerca perfettamente inserita nei linguaggi più attuali dell’arte contemporanea.

Invitato come visiting professor a tenere un workshop alla Scuola Civica d’Arte Contemporanea, Favelli ha pensato di realizzare, insieme agli studenti del Summer Program, un’opera permanente su un muro pubblico della città. L’artista ha scelto la grande parete esterna del Mercato Civico di Iglesias (edificio realizzato diversi anni fa da Ettore Sottsass), sul lato di via Oristano, incontrando il favore e i desideri del Consorzio che gestisce la struttura, interessato al progetto e speranzoso di riuscire a riqualificare, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, un luogo che soffre non solo la spietata concorrenza di altri centri commerciali ma anche l’inarrestabile degrado urbano.

Flavio Favelli è quindi partito dal “luogo” scegliendo il tema iconografico del logo del tonno Palmera – fino a poco tempo fa prodotto proprio in Sardegna –, riproducendone sul muro l’etichetta ridotta ai soli elementi essenziali: il logo e lo “slogan”, la bizzarra ed estrosa frase: “Fatto come piace a noi italiani” (che ancora campeggia sulle confezioni in vendita nei supermercati).

Dopo una giornata di studio e di discussione, l’opera si è così “concretizzata” nell’idea di una lunghissima striscia di pittura acrilica di colore rosso vivo alta 2 metri e 20 centimetri e lunga 24 metri, progettata e dipinta in tempi da record (3 giorni) dall’artista e dai 15 volontari che lo hanno aiutato. Sono i ragazzi della Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias, coordinati dal collettivo Giuseppefraugallery. Un gruppo di persone motivate di tutte le età (alcune di Iglesias, altre provenienti da diverse località dell’isola). Studenti dell’accademia di belle arti, disoccupati, casalinghe, artigiani. Tutti animati da una grande passione per l’arte e dal desiderio di contribuire alla realizzazione di un’opera per la comunità.

In Palmira – Fatto come piace a noi italiani (2015) Flavio Favelli ha trasformato il marchio “Palmera” in “Palmira”, una parola che ci conduce al flusso di coscienza di immagini, visioni e ricordi personali dell’artista. Emerge il riferimento alla città siriana di Palmira, della quale gli occidentali scoprono ora l’esistenza perché minacciata dai terroristi del presunto Stato Islamico. D’altra parte, un senso di drammatica incertezza, evocato dallo slittamento di una sillaba che genera così una nuova parola (e tutt’altro senso), è mitigato dell’ironica dichiarazione, poco a lato, che il prodotto è “Fatto come piace a noi italiani”.

Lo spettatore si trova quindi di fronte ad un cambio di prospettiva, ad una sovrapposizione di piani di realtà, ad un rovesciamento dal tragico al banale per mezzo di un frase che assomiglia quasi ad un motto di spirito. I tempi però sono drammatici e chi guarda (sia che guardi la realtà, una réclame televisiva, o anche solo la scritta sulla confezione di un’innocua scatoletta di tonno) vede simultaneamente diversi significati. Un’avvincente, colorata, fittizia ma rassicurante idea di quotidiano e il suo diabolico cortocircuito.

L’opera di Flavio Favelli è stata accolta con favore ed entusiasmo dal consorzio degli operatori del Mercato Civico, attivando, con l’Amministrazione Comunale e la Scuola Civica d’Arte Contemporanea un processo che dovrebbe portare, già dal prossimo appuntamento/workshop, a ripensare tutto l’edificio come contenitore di opere site specific realizzate dai maggiori artisti internazionali.

http://scuolacivicaartecontemporanea.blogspot.it/2015/06/flavio-favelli.html

Collezioni pubbliche:

GAM – Galleria d’Arte Moderna, Torino

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Museo MAMbo, Bologna

Bologna Fiere, Bologna

Fondazione Furla, Bologna

La Maison Rouge – Fondation Antoine De Galbert, Paris

Collezione La Gaia, Cuneo

Civiche Raccolte d’Arte, Milano

Museo del Novecento, Milano

Fiera Milano, Milano

Museo MACRO, Roma

Museo MAXXI, Roma

Nomas Foundation, Roma

Museo Arte Contemporanea Villa Croce, Genova

Zabludowicz Collection, London

Elgiz Collection, Istanbul

Collezione Unicredit Banca

Olnick Spanu Collection, New York

Principali mostre personali:

2015

GLI ANGELI DEGLI EROI, MAXXI, Roma (I)

2014

GRAPE JUICE, a project by Cristina Cobianchi| AlbumArte, curated by Vittorio Urbani, Galata Rum Okulu, Istanbul (TR)

AIR ZAIRE, in dialogue with Paolo Chiasera, curated by Antonio Grulli, Francesca Minini, Milano (I)

2013

HOTEL SAN GIORGIO, Galleria S.A.L.E.S., Roma (I)

2012

LUMINARIA ESSAY, curated by Art at Work, Ex convento dei Frati Francescani Neri and Palazzo Risolo, Specchia (I)

ITAVIA AEROLINEE, installation at Museo de Novecento, Milano (I)

VOTA COMUNISTA, installation at Museo Civico Medioevale, Bologna (I)

2011

MANHATTAN CLUB, Cardi Black Box, Milano (I)

L’IMPERATRICE TEODORA, installation at MACRO – Museo d’ Arte Contemporanea di Roma, Roma, (I)

HOTEL GIAPPONE, curated by Antonio Grulli, Ex-Brun Farnespazio, Bologna (I)

FOUNTAIN SHOW, curated by Andrea Sassi, DISPARI&DISPARI PROJECT, Reggio Emilia (I)

2010

CHINA RED, Studio Sandra Recio, Ginevra (CH)

FLAVIO FAVELLI – LA ROTONDA, curated by Simona Brunetti, Centro Arti Visive Peschiera, Pesaro (I)

MOBILIA ESSAY – OPEN STUDIO, American Academy in Rome, Roma (I)

SALE INTERNE, Galleria S.A.L.E.S., Roma (I)

ITAVIA AEROLINEE, Piazza VIII Agosto, Bologna (I)

2008

CASA VHERNIER, curated by Milovan Farronato, Guest room di Fotografia Italiana arte contemporanea, Milano (I)

INTERNO CHINA. UN’OPERA MINIMALE NERA, curated by Michele Benucci, Museo dell’Opera di Guido Calori, San Gemini (I)

ARCHEOLOGIA DEL PRESENTE, with Paola De Pietri and Davide Rivalta, (ex. cat.), curated by Sergio Risaliti, Museo delle Arti Catanzaro (MARCA), Catanzaro (I)

CRYSTAL GARDEN, curated by Daniele Perra, La Carrozzeria, Milano (I)

PALAZZINA CINESE, curated by Laura Barreca, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo (I)

TERRAZZO CON DECORI Galleria S.A.L.E.S., Roma (I)

GIARDINO ALL’ITALIANA,curated by Andrea Sassi, Dispari&Dispari Project,

Reggio Emilia (I)

LA CASA OLTRE, workshop, curated by Anna Ajò and Daniela Bigi, ex Scuderie del Palazzo Farnese di Caprarola, Caprarola (I)

BILOCALE, with Cuoghi Corsello, curated by Giancarlo Papi, Il laboratorio dell’Imperfetto, Gambettola (I)

CONTIENE ARTE. PROGETTO PER TOMBA PERSONALE (Container 1), curated by Simona Cresci, Contiene Arte c/o Parco di Via Magnaghi – Garbatella, Roma (I)

2007

AMBIENT TOUR – MY DEEP DARK BLUE (ABISSI), with Christian Frosi and Deborah Ligorio, (ex. cat.), curated by Francesco Bonami and Ilaria Bonacossa – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (I)

LA TERZA CAMERA, (ex. cat.), curated by Ludovico Pratesi, Cinecittàdue Arte Contemporanea, Roma (I)

ON THE ROCKS, with Italo Zuffi, curated by Antonio Grulli, Galleria Nicola Ricci Arte Contemporanea, Pietrasanta (I)

BUREAU, La Maison Rouge. Fondation Antoine de Galbert, Paris (F)

2006

BALCONY HALL, curated by Stefano Pezzato, Hilger Contemporary, Wien (A)

VERMUT HALL, (ex. cat.), curated by Raffaele Gavarro, Fondazione Volume!, Roma (I)

2005

ROSE’ ROYAL, curated by Anita Zabludowicz, Projectspace 176, London (GB)

STANZA RESTAURO, curated by Davide Ferri, Galleria Fabjbasaglia, Rimini (I)

FLAVIO FAVELLI, Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Milano (I)

2004

INTERIOR, Istituto Italiano di Cultura (IIC), Los Angeles (USA)

COLLEZIONE F.F., RASSEGNA MENTALE, (ex. cat.), curated by Davide Ferri, Museo dell’Arredo Contemporaneo (MAC), Russi (I)

VILLINO F.F., Fondazione Ado Furlan, Spilimbergo (I)

ARCHIVIO, Piazza Montevecchio, Roma (I)

LA MIA CASA DOV’E’? BENIM EVIN NERESI? WHERE IS MY HOME?, with Graham Fagen, curated by Vittorio Urbani, Nuova Icona, Venezia (I)

2003

LA MIA CASA E’ LA MIA MENTE, Galleria Maze, Torino (I)

INTERNO CON VISTA, (ex. cat.), curated by Angelo Capasso, Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, Roma (I)

LA MIA CASA DOV’E’? BENIM EVIN NERESI? WHERE IS MY HOME?, with Graham Fagen, (ex. cat.), curated by Vittorio Urbani, Istituto Italiano di Cultura, London (GB); Maçka Galeresi, Istanbul (TR)

2002

DIALOGO NELLO SPAZIO. CESAR-FAVELLI, (ex. cat.), curated by Marco Pugliese, Museo della Permanente, Milano (I)

CROCICCHIO, curated by Sergio Risaliti, Palazzo delle Papesse, Siena (I)

MY HOME IS MY MIND, curated by Stefano Gualdi, artinprogress GmbH,

Berlin (D)

SENTIRSI VERGOGNA, curated by Maura Pozzati, Galleria Valeria Belvedere, Milano (I)

2001

ARCHIVIO, Galleria Maze, Torino (I)

CON INTERPRETAZIONI NON ADEGUATE DELLA REALTA’ (ex. cat), curated by Mirtha Paula Mazzocchi, Daniela Facchinato Image Gallery, Bologna (I)

2000

2000 LA NOIA DEL LAVORO, Galleria 10.2! Dieci.Due, Milano (I)

ARCHIVIO (ex. cat.), curated by Debora Antonini and Vittorio Urbani, Oratorio S. Ludovico, Venezia (I)

CATETERE (ex. cat.), ex Dormitorio delle Ferrovie dello Stato, Bologna (I)

1999

SENTIRSI MANCARE, (ex. cat.), curated by Mirtha Paula Mazzocchi and Tommaso Trini, Galleria Otto Arte Contemporanea, Bologna (I)

1997

SEZIONE VETRO-BAR, Bar in Link, Bologna (I)

Principali mostre collettive:

2015

CLUB OF MATINEE IDOLZ, C02, Turin (I)

OGGETTI SU PIANO, curated by Antonio Grulli, Fondazione del Monte, Bologna (I)

2014

LA GIOIA, La Maison Particuliére, Bruxelles (BE)

RITRATTO DELL’ARTISTA DA GIOVANE, curated by Marcella Beccaria, Castello di Rivoli, Torino (I)

2013

PARTY WITH US. TEN YEARS AFTER, curated by Valentina Bruschi, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo (I)

ARTISTI NELLO SPAZIO DA LUCIO FONTANA A OGGI: UNA STORIA DELL’ARTE AMBIENTALE ITALIANA, Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro (I)

VICE-VERSA, participation to the 55th Biennale of Contemporary Art – Italian Pavilion, curated by bartolomeo Pietromarchi, Venezia (I)

A VERY LIGHT ART, curated by Cornelia Lauf, Ca’Rezzonico, Venezia (I)

ENCOUNTERS- ART BASEL HONG KONG, Hong Kong, Hong Kong

TW[IN]ER, curated by ExElettrofonica, ATP – Internazionali di Tennis in Rome, Roma (I)

2012

PUNTI DI VISTA, curated by Ludovico Pratesi, Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, Cosenza (I)

LA STORIA CHE NON HO VISSUTO (TESTIMONE INDIRETTO) / HYSTORY I NEVER LIVED (INDIRECT WITNESS) , curated by Marcella Beccaria, Castello di Rivoli, Torino (I)

NEON. LA MATERIA LUMINOSA DELL’ARTE, MACRO– Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma (I)

L’ETICA PRIMA DELLA FORMA – L’ARTE NELL’EPOCA DEI CAMBIAMENTI NECESSARI (1.# PRIMI APPUNTI DALL’ITALIA), Italian Pavilion at the 11th Bienal de La Habana, La Habana (C)

(R)EXISTENZ – 3D2D TRIDIMENSIONAL TODAY, curated by A. Romanini, Complesso di S. Agostino e piazza del Duomo, Pietrasanta (I)

2011

TEMPORANEO. ARTE CONTEMPORANEA NELLA CITTA’ IN EVOLUZIONE, an event by IMF Foundation and Nomas Foundation, Roma (I)

MERIGGIO A CARIGNANO, curated by Ludovico Pratesi, Villa al Console, Lucca (I)

ARTISTI A PALAZZO: ILLUMINAZIONI, curated by Ludovico Pratesi,Palazzo Gargasole, Gagliano del Capo (I)

SOTTO QUALE CIELO?, curated by Daniela Bigi, RISO – Museo d’ Arte Contemporanea – Palazzo Belmonte Riso, Palermo (I)

ALFABETA2 E’ UN’ALTRA COSA…RIFLESSI DELL’ARTE ITALIANA, curated by Davide Di Maggio, Ca’ Vendramin Calergi, Venezia (I)

ACCADEMIA STANZE PERSONE, curated by Luca Massimo Barbero and Lexi Eberspacher, American Academy in Rome, Roma (I)

2010

A WORLD WITHIN THE WORLD / UN MONDO DENTRO IL MONDO, curated by Julia Trolp, pad 1 Fieramilanocity, Milano (I)

IN WHICH THE WIND IS ALSO A PROTAGONIST, curated by Chris Sharp, La Générale en Manufacture, Sèvres (F)

NO SOUL FOR SALE – A FESTIVAL OF INDIPENDENTS, curated by M. Cattelan, C. Alemani, M. Gioni,Tate Modern, London (GB)

SPAZIO. DALLE COLLEZIONI D’ARTE E D’ARCHITETTURA DEL MAXXI, (ex. cat), curated by P. Ciorra. A. D’Onofrio, B. Pietromarchi, G. Scardi, MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma (I)

ETICO_F / 5 MOVIMENTI SUL TERRITORIO, Maria Santissima della Misericordia, Termini Imerese (I)

TRASPARENZE PER L’ARTE E PER LE ENERGIE RINNOVABILI, curated by Laura Cherubini, MACRO Testaccio – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma (I)

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO, (ex. cat), curated by M. Meneguzzo, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano (I)

THE ART OF CAMO, Cardi Black Box, Milano (I)

2009

NON VOLTARTI ADESSO. DON’T LOOK NOW, curated by Milovan Ferronato, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia (I)

ITALICS. ARTE ITALIANA TRA TRADIZIONE E RIVOLUZIONE, 1968-2008, curated by Francesco Bonami, Museum of Contemporary Art Chicago (MCA), Chicago (USA)

SPECULAZIONI D’ARTISTA. QUATTRO GENERAZIONI ALLO SPECCHIO, curated by Alberto Dambruoso, Augusta Monferini and Maria Grazia Tolomeo, Museo Carlo Bilotti–Aranciera di Villa Borghese, Roma (I)

IM03. L’IMMAGINE SOTTILE, (ex. cat.), curated by Andrea Bruciati, Galleria Comunale D’Arte Contemporanea (GC. AC), Monfalcone (I)

2008

PREMIO TERNA 01: L’ARTE SI SPOSTA DAL MUSEO ALLE PIAZZE, Piazza del Campidoglio, Piazza Colonna, Piazza Minerva, Roma (I)

PREMIO TERNA 01, (ex. cat.), curated by Francesco Cascino and Gianluca Marziani, Palazzo delle Esposizioni, Roma (I)

L’ALCHIMIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA, (ex. cat.), curated by Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Centro Saint Benin, Aosta (I)

SHORT SHOW # 0. OFF THE DEEP END, curated by Paolo Gonzato, Studio, Milano (I)

ORTUS ARTIS E FRESCO BOSCO, curated by Achille Bonito Oliva, Certosa di San Lorenzo – Museo Archeologico Provinciale, Padula (I)

XV QUADRIENNALE DI ARTE DI ROMA, Arte Contemporanea Italiana, (ex. cat.), curated by Chiara Bertola, Lorenzo Canova, Bruno Corà, Daniela Lancioni, Claudio Spadoni, Palazzo delle Esposizioni, Roma (I)

XIII BIENNALE INTERNAZIONALE DI SCULTURA. NIENT’ALTRO CHE SCULTURA / NOTHING BUT SCULPTOR, (ex. cat.), curated by Francesco Poli, Carrara (I)

TIME IN JAZZ: PAV, curated by Giannella Demuro and Antonello Fresu, Berchidda (I)

BORD. FESTIVAL DI VIDEOARTE. II EDIZIONE, curated by Valeria Grimaldi, Castello Svevo, Termoli (I)

DI SEGNI E DI ALTRI LUOGHI, curated by Francesca Solero, 41artecontemporanea, Torino (I)

SENSITIVE TIMELINES.UN PROGETTO SULLA NARRAZIONE E IL TEMPO, 26CC, Roma (I)

ITALICS. ARTE ITALIANA TRA TRADIZIONE E RIVOLUZIONE, 1968-2008, (ex. cat.), curated by Francesco Bonami, Palazzo Grassi, Venezia (I)

L’ALBA DI DOMANI: ARTE CONTEMPORANEA DA COLLEZIONI ITALIANE, (ex. cat.), curated by Vittorio Urbani, Proje4L Elgiz Museum of Contemporary Art, Istanbul (TR)

ALLARMI 2008. 3 CURATORI, 3 TEMI, 3 PERCORSI, curated by Ivan Quadroni, Alessandro Trabucco, Alberto Zanchetta, Caserma De Cristoforis, Como (I)

WHY GLASS?, (ex. cat.), Galleria Caterina Tognon, Venezia (I); Galleria Claudia Gian Ferrari; Milano (I)

MONUMENTI CONTEMPORANEI 1981- 2008. 23 ARTISTI DELLA COLLEZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO, Benaki Museum, Athína (GR)

WASTED. Intuizioni sul mondo in attesa che diventino una costruzione compiuta, performance, special project for F.I.S.Co. 2008 Universal Cosmic Murmur, curated by Xing, subway Ugo Bassi / Marconi, Bologna (I)

2007

FUCINA 4. INCURSIONE, with Gianluca Mattei and collettivo Kinkaleri, curated by Antonio Grulli and Francesca Natoli, Accademia di Belle Arti, Carrara (I)

ART CAUCASUS, curated by Ani Raboschenko, Pioneer Palace, Tblisi (GE)

OU’? Scènes du Sud: Espagne, Italie, Portugal, curated by Françoise Cohen, David Torres, Giorgio Verzotti, Delfim Sardo, (ex. cat.), Carré d’Art – Musée d’Art Contemporain de Nîmes, Nîmes (F)

INAUGURAZIONE NUOVO SPAZIO / MOBILI IN NOSADELLA.DUE, curated by Elisa Del Prete and Lelio Aiello, Nosadella.Due, Bologna (I)

GOOD MORNING BABILONIA, curated by Sergio Risaliti, Marella Gallery, Bejing (CN)

JUST IN TIME, curated by Gabi Scardi, Galleria Riccardo Crespi, Milano (I)

GIUNGLAVIDEO2– CENTRAL PARK, curated by Paolo Toffolutti, Villa di Toppo Florio, Buttrio (I)

MUNA MUSSIE.PIU’ CHE PICCOLO MEDIA, performances, Raum, Bologna (I)

OBJECT’S METAMORPHOSIS, curated by Paolo Campiglio, Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, Palazzo Sull’Oglio (I)

CAMERE CON VISTA. Arte e interni in Italia 1900-2000, (ex. cat.), curated by Claudia Gian Ferrari and Luigi Settembrini, Palazzo Reale, Milano (I)

NATURA E METAMORFOSI. La creatività italiana racconta la Natura, curated by Marisa Vescovo and Alessandro Carrer, Galleria Civica d’Arte Moderna (GCAM), Spoleto (I)

DOMESTICI, curated by Elisa Del Prete and Lelio Aiello, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo (I)

GLOWBOWL. Opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo, curated by Francesco Bonami and Martine Fresia, Salle Quai Antoine 1er, Montecarlo (MC)

PAESAGGIO CON ROVINE (IL SILENZIO – UN POCO QUASI MOLTO), with Andrea Anastasio and Ingar Krauss, curated by Sergio Risaliti, Quarter Relocated, Torino (I)

2006

ARTERRITORY. Arte, Territorio e Memoria, curated by Dominique Lora with Simona Cresci, Museo Centrale Montemartini, Roma (I)

GIARDINO, curated by Lóránd Hegyi, (ex. cat.), Palazzo delle Arti Napoli (PAN),

Napoli (I)

FUCINA 2006 – DELLA NATURA UMANA (MOLTEPLICE), curated by Antonio Grulli and Francesca Natoli, Laboratorio Cave Michelangelo, Carrara (I)

XII BIENNALE DI ARTE SACRA CONTEMPORANEA, curated by Carlo Chenis, Museo Stauros d’Arte Sacra Contemporanea, Isola Del Gran Sasso D’Italia (I)

IN SU, NELL’AZZURRO, COME UNA PIUMA, curated by Giorgina Bertolino and Lisa Parola, Scuola Holden, Torino (I)

GROUP SHOW. Dialogo con la scultura attraverso i lavori di 6 giovani artisti, Galleria Paolo Curti / Annamaria Gambizzi & Co., Milano (I)

POLEMOS. L’OPERA D’ARTEFRA CONFLITTO E SUPERAMENTO, (ex. cat.), curated by Angela Madesani, Forte di Gavi, Gavi (I)

OPEN AIR 2006, curated by Marinella Paterni and Isotta Saccani, Università degli Studi di Parma – Orto Botanico, Parma (I)

STRADE BLU ARTE, (ex. cat.), curated by Chiara Pilati, Galleria d’Arte Moderna (GAM), Bologna (I); Galleria d’Arte Contemporanea di Castel San Pietro, Cassero di Castel San Pietro (I); Museo di San Domenico, Imola (I)

AMAZEING FRIENDS, Galleria Maze, Torino (I)

NATURA E METAMORFOSI. La creatività italiana racconta la Natura, curated by Marisa Vescovo, Shanghai Urban Planning Exhibition Center (SUPEC), Shànghǎi (CN), Creative Art Center, Beijing (CN)

Crave, curated by Raffaella Guidobono, raw space, London (GB)

2005

BOLOGNA CONTEMPORANEA, (ex. cat.), curated by Peter Weirmeier, Galleria d’Arte Moderna (GAM ), Bologna (I)

DOMICILIE PRIVAT/PUBLIC, (ex. cat.), curated by Lóránd Hegyi, Musèe d’Art Moderne de Saint- Etienne, Saint- Etienne (F)

USCITA PISTOIA 2005, (ex. cat.), curated by Giuseppe Alleruzzo and Samuel Fuyumi Namioka, SpazioA contemporanearte, Pistoia (I)

NUOVE PAROLE, curated by Valerio Dehò, Pake, Castelvetro Di Modena (I)

NO PLACE LIKE HOME, curated by Federico Bianconi, Associazione Remo Gaibazzi, Parma (I)

OLTRE LA REGOLA, curated by Elvira Vannini, Università di Bologna – ex Convento di Santa Cristina, Bologna (I)

HOUSEWARMING ’05 – LANDSCAPE, Casa D’Agaro, Padova (I)

PERSONAL VELOCITY, curated by Lisa Parola and Luisa Perlo, En PLaein Air Arte Contemporanea, Pinerolo (I)

MASAI ART FACTORY, Assab One – ex Gea, Milano (I)

QUATTROVENTI 2005, curated by Letizia Ragaglia, variuos venues, Manciano (I)

SYNAPSER#4. MOSTRA SUL CONFLITTO/I, curated by Katia Anguelova, Laura Barreca, Viola Emaldi, Marco Izzolino, Luigi Negro, Alessandra Poggianti, Andrea Serino, Elvira Tannini, Villa Serena, Bologna (I)

YOUNG ITALIAN ART, Premio Agenore Fabbri, Kunsthalle Göppingen,

Göppingen (D)

2004

CLANDESTINI, curated by Francesco Bonami, Forte Spagnolo, L’Aquila (I)

FOUR ROOMS, (ex. cat), curated by Andrea Busto, Il Filatoio, Caraglio (I)

CANTIERI DELL’ARTE, curated by Angela Madesani and Marco Zanta, ex Cartiere Binda, Milano (I)

SUBURBIA – PERIFERIE NEL TERRITORIO DELLA MENTE, curated by Marinella Paderni and Marco Senaldi, Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia (I)

UN CUSCINO PER SOGNARE, (ex. cat.), curated by Marinella Paderni and Andrea Sassi, Parco Esposizioni Novrego, Milano (I), travelling exhibition

DECOSTRUCTION POUR UNE COSTRUCTION, Galerie Valeriè Cueto, Paris (F)

XIV Quadriennale. Anteprima 1, Palazzo della Società Promotrice di Belle Arti, Torino (I)

2003

SOGNI E CONFLITTI. La Biennale di Venezia, (ex. cat.), Clandestini, curated by Francesco Bonami, Arsenale,Venezia (I)

MOLTITUDINI SOLITUDINI, curated by Sergio Risaliti, Museion – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Bolzano (I)

ECO E NARCISO. Cultura materiale / Arte, (ex. cat.), curated by Sergio Risaliti and Rebecca De Marchi, musei ed ecomusei della Provincia di Torino, Museo del Trasporto Ferroviario, Bussoleno (I)

2002

EXIT, curated by Francesco Bonami, (ex. cat.), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Ciriè (I)

FOLLIE CROMATICHE FUTURISTE, Il Narciso Galleria d’arte contemporanea, Roma (I)

UNA BABELE POSTMODERNA: reatà ed allegoria nell’arte italiana degli anni ’90, (ex. cat.), curated by Edoardo Di Mauro, Palazzo Pigorini, Parma (I)

A FACTOR, curated by Luca Beatrice, Galleria Studio Legale, Caserta (I)

2001

8 ARTISTI, 8 CRITICI, 8 STANZE (ex. cat.), curated by Dede Auregli and Peter Weirmeir, Galleria d’Arte Moderna (GAM), Villa delle Rose, Bologna (I)

ALL’ESEDRA, curated by Daniel Marzona, Villa Manin. Centro d’arte contemporanea, Codripo (I)

2000

NOTTEFONDA, (ex. cat.), curated by Angelo Capasso, Fondazione Volume!, Roma (I)

SGUARDI DA ARTISTI (ex. cat.), curated by Mirtha Paula Mazzocchi, Industria Superstudio, Milano (I)

1999

TEATRI 90. ATTRAVRSAMENTI -THE BODY OF ART, (ex. cat.), curated by Diego Grandi and Alessandra Galasso, Teatro Franco Parenti, Milano (I)

VIII BIENNALE INTERNAZIONALE DELLA FOTOGRAFIA. L’OCCIDENTE IMPERFETTO, (ex. cat.), curated by Denis Curti, Palazzo Bricherasio, Torino (I)

1998

POLITICALLY CORRECT, curated by Daniele Perra, La Salara, Bologna (I)

1997

FUORI USO GLOBALE, curated by Laura Cherubini, ex Stella Maris, Pescara (I)

Installazioni permanenti e performances:

2014

La vetrina dell’ostensione VI – diciannove minuti di insostenibile bellezza, performance at Oratorio di San Filippo Neri, Bologna (I)

2012

La vetrina dell’ostensione – ACTING OUT V, Artisti italiani in azione, installation and performance at MAXXI Museum, Roma (I)

2008

Sala d’attesa. Pantheon della Certosa di Bologna, (cat.), promoted by Francesco Amante, Pantheon – Certosa di Bologna, Bologna (I)

China, Bar in the Museo delle Arti Catanzaro (MARCA), Catanzaro (I)

2007

Palace, Bar in the Museo d’Arte Moderna di Bologna (MAMbo), Bologna (I)

2006

Gemini Hall, in collaboration with Cango – Cantieri Goldonetta and Relocated Quarter, curated by Arabella Natalini for TusciaElecta 2006, Bar in Cango – Cantieri Goldonetta Firenze (I)

2005

Prima Sala d’Aspetto, (cat.), curated by Sandra Solimano, Museo di Villa Croce, Genova (I)

Vestibolo, (cat.), Sede ANAS S. Croce, Palazzo Foscari, Venezia (I)

Vestibolo d’Aspetto, (cat.), curated by Stefano Pezzato, Project Room, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (I)

Saluti da Crotone (Crotone-Urano 1-0), Rotatoria Provinciale Località Campione, Crotone (I)

Teatro I, performance, curated by Riccardo Caldura, Centro Vega, Venezia (I)

Teatro II, performance, curated by Stefano Pezzato, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (I)

2004

La Vetrina dell’Ostensione III, performance, via De’ Musei, Bologna (I)

La Vetrina dell’Ostensione IV, performance, curated by Riccardo Caldura, Ponte ai Frari-S. Polo, Venezia (I)

2002

Archivio, installation public art in Drogheria, Piazza Vittorio, Torino (I)

La Vetrina dell’Ostensione II, performance, via Guerrazzi, Bologna (I)

2001

La Vetrina dell’Ostensione I, performance, via Rialto, Bologna (I)

1998

Sala d’Attesa, Link, Bologna (I)

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